Gesti Moreno

Non mi sento scrittore, a tanto meno poeta. Pittore, non parliamone nemmeno. In compenso provo un po' d'invidia per chi appartiene a pieno titolo a tutte queste categorie. I pittori riescono a ricreare sulle tele i colori del mondo, le forme della vita i chiaroscuri dei sentimenti. Gli scrittori sanno fissare sulla carta gli alti e bassi di un amore, i grovigli di un intrigo, lo sconforto delle delusioni, il batticuore di un'attesa. I poeti animano le parole con il volo dei loro pensieri, e ce le restituiscono nelle rime di una strofa. Ci ho provato anch'io, ma mi riesce difficilissimo: appena avvicino la penna al foglio le parole turbinano, si rimescolano e si rincorrono come i vapori di una pentola in ebollizione. I miei pensieri volano, ma quasi mai si lasciano fissare, né col pennello né con la penna, né con i tasti del computer. Non so se sognare sia un'arte, ma almeno per il momento fingiamo che lo sia, perché è l'unico campo in cui sento di poter giocare a pieno titolo, senza peccare di presunzione. Ora il problema è quello di dover presentare le mie opere: si fa presto ad esporre un quadro o a pubblicare un libro. Ma provate a pubblicare un sogno. I sogni si possono vedere solo quando sono realizzati, e se si realizzano smettono di essere sogni. L'ostacolo è più grande di quanto non sembri, e la discussione rischia di essere più noiosa di quanto non voglia. Lascio quindi da parte i sogni e vi presento alcuni miei scritti. Ho rovistato un po' nel passato, più o meno recente, e ne ho trovati un paio che, definire opere letterarie sarebbe certamente pretenzioso, ma la funzione di "opere" senza aggettivi credo la possano assolvere quasi con dignità.

 
Alcuni dei suoi scritti (in formato pdf):
 
   
   

 

 

   
   
 
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