Nascere in un luogo dai colori caldi e vivaci, esposto all’Oceano Atlantico non è irrilevante, di certo influenza il temperamento. La percezione dei luoghi cambia il carattere, può rendere estroversi e solari come introversi o cupi. Di certo il sentire di Rosaura Mercedes non manca di solarità e di quella vivacità espressiva che distingue e non lascia spazio a tentennamenti, eppure vi si legge anche fragilità e dolcezza.
Nelle sue opere ed in particolare parlando dei dipinti troviamo pittura decisa, liberamente espressa, priva di banalizzazioni o compromessi che non lascia sconti all’iconografia di maniera. E’ in lei la voce del bambino che risuona franca, libera di esprimersi senza compromessi. La sua arte è infatti pulsione istintiva a volte misteriosa, ermetica, di certo mai banale. Leggendo un testo di James Hillman (noto psicologo e filosofo americano), “il piacere di pensare”Ed.: Rizzoli, questi parla della cultura Giapponese e della poetica Haiku, che si compone di pochi versi nei quali a ben vedere, compare in fondo l’anima del mondo. Quest’artista che già da diversi anni vive a Pavullo nel Frignano e che ha le sue radici a Santo Domingo nella Repubblica Dominicana esprime tale animosità, con l’evidenza cromatica di colori puri, quelli della sua terra. Essenze cromatiche rese con semplicità, ed al contempo con un fare emotivo di stampo espressionista di valore distintivo come bene si evince in certi tratti o lavature di fondo ove il nero appare preponderante…
…Non manca dunque in Rosaura, nei suoi colori, quella concretezza emotiva per nulla edulcorata che mette a nudo le fragilità di chi da emigrante cerca di comprendere il nuovo mondo, pur non rinunciando alle proprie radici che rimangono solide…
…L’artista sdogana all’unisono come pochi due vie entrambe percorse con dissolutezza e disinvoltura ammirevole. L’una fonda su basi astratte quando non figurative ai limiti del naïf, in questo ricordando sia pure da lontano il Picasso emule dell’arte Africana, se non il Vedova con le sue irruenze di pronunciamento istintivo. E’ in questa via, percorsa da pochi eletti anticipatori, che a mio avviso trova spazio la creatività di Rosaura. Poi vi è un altro diverso costrutto da considerare, quello che lega l’artista all’utilizzo di molteplici materiali, una via che porta sulla strada mista fra l’art designer e l’artigianato artistico concepito in chiave di arte povera se non riciclaggio creativo.
…L’uso e la ricerca di nuovi materiali è praticamente continua, quasi una necessità vitale. In molte opere si nobilita il vetro sedimentato in applicazioni che si potrebbero definire caleidoscopiche e per questo ai limiti dello psicologico. Su tavole e tele sono i dipinti stucchevoli di maggior forza cromatica che ti prendono l’animo per quanto sono ricchi di tensioni e pulsioni.
E’ di questa autenticità nel costrutto che l’arte di Rosaura trova motivazione come bene dell’animo, da intravvedere nelle cose del mondo lette attraverso le forme ed il colore, interpretate nel sogno grazie ad una visione originale che risuona di unicità.
Opera Critico Franco Bulfarini