Il silenzio degli oggetti e la tranquillità dei luoghi sono immortalati nei disegni a carboncino e nei lavori a biro di Giuseppe Fulvio Mauro. Nella loro immobilità le nature morte ci raccontano una storia casalinga fatta di luce e semplici particolari. I carboncini tutti in bianco e nero, sono fatti di un verismo attento, quasi fotografico; I soggetti, infatti, sembrano piuttosto frutto di un lavoro in camera oscura e non della mano dell'artista ( che rivela in ogni sua opera le sue doti di ultra-iperrealista, oltre che acuto osservatore ). Anche il taglio dato alle scene si direbbe di tipo fotografico e questa caratteristica ci è rivelata dai particolari che fuoriescono casualmente dalla cornice, come quando un fotografo focalizza l'attenzione su un particolare oggetto, momento o luogo, tralasciandone il contesto. Crevalcore, con le sue campagne, e il Po, con le sue reti tese e immobili nella nebbia, ci mostrano una tranquillità sospesa che non sembra propria del nostro tempo. Eppure i paesaggi innevati sono quelli che l'artista, guardandosi intorno, ha scelto in seguito all'ultima nevicata di quest'inverno e che tutti ancora ricordiamo. |