Nasce nell'isola di Rodi da genitori
italiani, ma a soli tre anni si trasferisce a Bologna
dove ancora oggi risiede. Inizia a dipingere a Roma, oltre
mezzo secolo fa, proprio durante l'anno Santo, vendendo,
con un cugino, prodotti pittorici celebrativi, le sue
prime prove, che trovano estimatori ed acquirenti, con
la benevolenza dello zio restauratore che gli forniva
tavolette di recupero.
Quello fu l'inizio di un'attività che divenne passione.
Apprese molti segreti tecnici da Aurelio Barbalonga, mentre
quelli riguardanti la grafica li imparò dalla frequentazione
di Mario Leoni e di Carlo Santachiara. Fondò insieme
ad alcuni amici il Circolo Culturale il Torchio, con annesso
laboratorio-stamperia e spazio espositivo, con l'intento
di diffondere la grafica e l'acquaforte.
La produzione degli anni 60 fu di chiara impronta figurale,
ma un decennio dopo di delineò una svolta: il soffermarsi
sui particolari di quanto aveva dipinto lo portò
ad un'inconsueta visuale del mondo. "La pittura -
materia, colore, immagine - non intende più rappresentare",
come scrive Silvia Evangelisti, " la realtà,
ma tende ad indagarne l'essenza, l'anima che l'artista
ricerca prima di tutto nelle stratificazioni della sua
esperienza personale". La sua ultima pittura si muove
al limite della trasparenza e dell'evanescenza, in bilico
tra figurazione ed astrazione.