Giorgio nasce nel 1982, e fino all'età di circa dodici anni il suo talento rimane nascosto agli occhi dei più, quando gli viene affidato il compito di illustrare il giornalino scolastico. Decisivo l'aiuto della professoressa di Artistica che l'ha sempre sostenuto nelle sue "attitudini" alla distrazione e all'andare fuori tema.
Finite le scuole medie inferiori frequenta l'istituto d'arte A. Venturi, indirizzo Architettura, alternando lezioni di laboratorio molto proficue a disastrose insufficienze nelle materie scientifiche. Uno studente più incline a migliorare il disegno piuttosto che le misurazioni e l'aspetto tecnico delle tavole. All'interno della scuola inizia a conoscere la Storia dell'Arte, disinteressandosene altamente, al punto di costringere i poveri professori ad interrogarlo quotidianamente, senza però ottenere l'effetto sperato. Il loro sforzo ha avuto però effetto a lungo termine, seminando nel ragazzo insegnamenti di critica anziché nozioni ( Bacchi, Raimondi e Ceccarelli).
Con non poca fatica, lo studente si diploma e decide di continuare gli studi presso l'Accademia di Belle Arti a Bologna. Un luogo stimolante, per Giorgio, che ne ha risvegliato la voglia di studiare, di capire, interpretare e fare l'Arte. Dalle lezioni di alcuni professori (Baccilieri, Benati e Caimmi in particolar modo) ha tratto gli insegnamenti per codificare la storia dell'arte, i suoi alfabeti e le sue declinazioni; imparando non solo la biografia di artisti, ma anche il contesto che hanno creato o in cui hanno vissuto.
Diplomatosi all'Accademia, Giorgio si prodiga nel tentativo di creare un linguaggio autonomo, basato sulla spazialità, filtrato da un'epoca in cui l'immagine assume un moto perpetuo ed è trasmessa solo da mezzi di comunicazione di massa, da internet e dal cinema.